Archivio tag: sicilia

Artist studio house

artista sensibile
sensitive artist
respect planet

Archivio Fotografico Alessandra Saccà +39 339 5384815 www.alessandrasacca.com

urban reforestation project
progetto rimboschimento urbano
arte democratica sicilia
democratic art sicily

Vasi di conoscenza liberi di manifestare luce. Incontro consapevolezza planetaria. Una bambina spaventata corre gridando a sé l’attenzione del padre, un cane che non è Mia, torna al suo posto. Bisogna essere presenti, non assentarsi dalle sfumature decisive.

Casa Museo Sotto l’Etna

involuntary home art
involuntary artist house
musei metropolitani sicilia

letter to a friend

Al caro amico Claudio, pittore e poeta illuminato

Dalle ceneri della storia, acrilico su tela 131x81, 5.12.2014 Cesare Botto
Dalle ceneri della storia, acrilico su tela 131×81, 5.12.2014 Cesare Botto

Qualora, per i motivi più diversi, ci apprestiamo a scrivere qualcosa di noi stessi, della nostra vita o delle nostre passioni, siamo tentati di vantare quei risultati raggiunti e quegli effimeri riconoscimenti ottenuti, crogiolandoci nel nostro tiepido brodo. Haimè ! Non vorrei ritrovarmi in questa situazione con te. Di me voglio solo raccontarti come, fin dalla verde età ho sempre avuto una grande predilezione per tutto ciò che ai miei occhi appariva fantasioso e artistico. Per diletto amavo ritrarre le comuni cose che mi trovavo attorno, sia un semplice vasetto di fiori oppure le montagne che circondano la mia città, o i due corsi d’acqua che ne lambiscono le sponde. Poco incline a correre dietro ad una palla o dedicarmi ad altri giochi competitivi per i quali, in verità, mi sentivo negato, allora in solitudine preferivo mettermi a disegnare, su qualsiasi supporto mi capitava a tiro, tutto ciò che in quel momento poteva stimolare la mia creatività. Cosa mi spingeva era il desiderio di veder nascere qualcosa che prima non esisteva, un’attrazione fatale prodotta appunto dal quel “desiderio”, che come una molla, fa scattare una intensa e incontenibile esigenza del “fare”. Afferrare quel particolare momento felice, (anticamente detta ispirazione), che insorge misteriosamente e guida la mente e la mano dell’artista nell’atto del dipingere. Ho sempre pensato a questo aspetto iniziatico come ad una regola aurea, lontana da speculazioni mercantili di vil pecunia, anche se mi rendo conto che non si può vivere solo di arte pura giacché la nostra esistenza non può prescindere dal denaro quale mezzo indispensabile per ogni nostro bisogno. Ma qui apro una parentesi su certi attori spregiudicati, che sfruttano i giovani artisti in cerca di successo, dai quali pretendono una produzione seriale, di facile fruizione e di pronto consumo, per poi abbandonarli senza ritegno e investire su nuove e illuse generazioni destinate alla stessa inevitabile sorte. Polemiche a parte, l’amore per l’arte ha continuato a crescere in me negli anni, pur consapevole di dover mediare con le esigenze quotidiane, alla ricerca di un soluzione non conflittuale, tra lo spirito e la pancia. Dopo aver frequentato le scuole primarie, entro subito nel mondo del lavoro praticando numerosi mestieri, alla sera però seguivo un corso per arti decorative tenuto da docenti cuneesi di varie discipline. Nel 1961 poi, approdo a Torino dove mi iscrivo alle lezioni di nudo dell’Accademia Albertina ed entro in contatto con il maestro siciliano Filippo Scroppo, che sarà il mio mentore per tre anni, attorniato da numerosi e talentuosi allievi. Nel 1966, inauguro nella mia città, la bottega d’arte Botto, che diverrà presto un cenacolo di ritrovo per giovani (e non solo) appassionati d’arte. Di fatto avrò modo durante molti anni, d’incontrare personalità artistiche di varia estrazione, prodighe di consigli e di apprezzamenti che contribuiranno a far espandere la mia visione sull’arte contemporanea e a spronarmi nella ricerca costante di una identità personale. La produzione pittorica, per la quale impiego varie tecniche, dall’olio alla tempera, dall’acrilico all’acquerello, avrò modo di esporla in mostre collettive e personali, in molte città italiane e straniere per un doveroso confronto e dialogo con un pubblico più vasto, sempre con un rigoroso impegno, volto a esaltare, attraverso i miei colori, linee, piani, luci e ombre, il desiderio di “comunicare le proprie riflessioni sul mondo, testimoni di una sensibilità vigile che guarda oltre, sorretta da convinzioni profonde e da un piacere spontaneo per il colore e la composizione”… (Fulvia Giacosa)  

Con grande affetto, Cesare 31 ottobre 2020

eyes and roots

Occhi e Radici. Ho cambiato panchina, ciao Emanuele, Luigi era un bravo ragazzo, ancora lo penso.

Piazza Abramo Lincoln Catania Mia
Piazza Abramo Lincoln Catania Mia
Sotto un albero vive un bosco
Sotto un albero vive un bosco.

Macchine ruotano intorno, alcune hanno le ruote sgonfie, altre motori rombanti che sfrecciano insieme alle scure moto. O guarda un cucciolo, gli si è drizzato il pelo, Mia è convinta che tutti debbano usare l’amore per comunicare. Alberi che siete belli, voi ci guardate dalla nascita alla morte, ascoltate i pensieri, li traducete, puliti sotto forma di respiro, ne parlate col vento, foglie ne ascoltano il sortilegio. Mercato del passaggio che quotidiano disegna.

un metro quadrato di bosco imprints sicily needs love
impronte d'arte

spiritual day

Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Se solo avessi l’accortezza di ascoltare il silenzio di ogni pietra. Camminando tra i campi sono molte le figure che incontro. Volti, frasi invisibili accolgono il tatto, ogni cosa riassume una storia. Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Se solo avessi l'accortezza di ascoltare il silenzio di ogni pietra. Camminando tra i campi sono molte le figure che incontro. Volti, frasi invisibili accolgono il tatto, ogni cosa riassume una storia. 
Mastro-don Gesualdo (Terre di Martorina)

Open

Open - Acrylic su legno, 157/156 cm.
Acrylic su legno – 157/156 cm.

Essence of being

Essenza dell’essere, spazio aureo, tempo disponibile, messaggio custodito, rispetto pianeta. Ho risentito l’esigenza di suonare il piano, una filastrocca d’infanzia, quel suono mi ha riportato dentro il nido, con meno anni ma con le stesse visioni di quando alle spalle l’invisibile sosteneva il sogno. Sento il cielo tuonare delicatamente, vento accarezza, sfiora le campanelle che danno sul cortile, il caffè è sul tavolo della cucina, quest’aria di pioggia fresca nutre, di questo siamo fatti. Prendersi cura del creato nel presente è l’unica alternativa rimasta.

Amo/Re AmoTe Piazza Giovanni Verga Catania

ask the leaves

 Prima notte, finestre aperte luce spenta, bosco intorno racconto senza tempo, prega silenzioso tarlo. Padre Max, onorato sogno medita in mezzo alle tue pietre.
Prima notte, finestre aperte luce spenta, bosco intorno racconto senza tempo, prega silenzioso tarlo. Padre Max, onorato sogno medita in mezzo alle tue pietre. Chiesa Migliandolo (Asti)
La vita inizia attraverso il suono, è tutto dentro la pittura. Il cerchio è continuità, ciclicità, espansione di un sapere, connessione di mondi, alchimia del pensiero. 2.97 (cerchi d'oro)
La vita inizia attraverso il suono, è tutto dentro la pittura. Il cerchio è continuità, ciclicità, espansione di un sapere, connessione di mondi, alchimia del pensiero. 2.97 (cerchi d’oro) La Tavola di Migliandolo
Cesare Botto Claudio Arezzo di Trifiletti
Dove il telefono non prende le ragnatele del colore accolgono luce. Cesare Botto / Antica Casa Nebiolo

Chiedetelo alle foglie. Conoscere, conoscersi, riconoscere, incontrarsi. Unirsi, concedersi, accedere al rito, condivisione, testimoniare unione, atto universale d’amore contrasta individualitá, vibra contenuto, memoria racconta, protegge.

Punto Fermo
Punto Fermo

Quando il Sacerdote è il primo a pulire, la comunione avviene nello Spirito. Chiesa San Paolo, Asti. Casa, famiglia, tempo e spazio, memoria di un bambino, fontane presenti, ghiaia racconta. Non c’è distanza di cognomi e sentimenti, a tavola si siede insieme, ci si nutre degli stessi alimenti. Zia Ada e Zio Paolo.

devotion

C’è bisogno una rivoluzione spirituale una presa di coscienza, essere consapevoli del presente. Parlamento della retorica, incoraggiamento reciproco, cerimonia si autoproclama. Salute al cospetto della tecnologia, lavoro come strumento di dialogo, futuro meccanico esclude semplici radici, brevetta gocce d’acqua. Impero sovrano a vette sconosciute.

Nel trapanese una montagna devastata dal fuoco, da oggi meno ossigeno per tutti. 31 Luglio 2020

Col tempo provavo sempre più fastidio per la confusione, non quella del mercato dove risiede l’orecchio del popolo, ma quella della gente che si riuniva per sindacare, innalzare un rumore che imitava il suono, ma che in realtà risiede in dimensioni opposte. Preferivo stare solo, in disparte, non contrastare niente e nessuno, cercare solo l’armonia che tutto nutre e protegge, e a sua volta, trovata, stavo attento a non inquinare quella dimensione che non accetta parole per manifestarsi, echeggia nel profondo silenzio.

Ho soltanto condiviso memoria, raccattato ricordi, incastonato energie. Presenti legami si sostengono nell’anonimato, dimensioni astrali confermano l’onirico. Flusso presente, scintilla del domani, brindisi dell’augurio, solitudine del vagabondo, ricevimento della luna. Fare per cercare non dimenticare. Donare l’immaginario. (Casa Museo Sotto l’Etna)

Non me ne vogliate, mi dispiace essere visto male da coloro che portano il pannolino in faccia. Oggi col sole cocente, mi sono semplicemente chinato a raccogliere un ramoscello di menta dalla strada, non l’avessi mai fatto. Rispetto tutto e tutti, scusate ma ho l’impressione che nel marasma globale contemporaneo, forse questo progetto stia davvero esasperando la realtà. (formikepazze)

Restituire libertà alle radici. Mi piacerebbe vivere in una città più a dimensione di campagna.

gold circles

Tracciare un cerchio protegge, 
espande preghiere continue. 
Cerchi d'Oro Mia Palazzo Speciale
Tracciare un cerchio protegge, espande preghiere continue. Cerchi d’Oro Mia Palazzo Speciale (Catania)
L’Italia senza memoria cavalca un fantasma senza lenzuola.

Your honour

Vostro onore ho promesso alla signora del Chiosco, che avrei realizzato un palco circolare, dove far esibire i bambini la Domenica mattina.

(Il Giardino dentro il giardino)